Un bambino 

La tenerezza giocò con la carne
e prese la tua forma.
Era d’autunno
quando cadesti, tremante
di pianto e sguardo sgomento.
Ti abbracciai e incuneasti
fronte e sangue sulla spalla.
Dopo il nero, repentino,
incidente, tornasti a giocare.

Cresciuto, assai deluso
Ti affanni a cancellare
quanto è stato.
Forse tempo o forse assenza 
hanno ucciso la memoria.
Ma il mio cuore conserva
così viva, così calda
la fronte sanguinante
del bambino che abbracciavo
per poterlo consolare.

Un commento

  1. Le ferite dell’ innocenza inteneriscono sempre , sorprattutto nel ricordo
    Hi gradito molto, grazie
    Eloi

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